Sulla vendita di alcuni immobili di proprietà comunale il consigliere Nazario Vasile ha diffuso il seguente intervento.
Un milione di euro inseriti nel bilancio 2008 per alienazioni di alcuni immobili comunali non credo risolveranno i problemi economici in cui versa il Comune. Tale somma è la conseguenza di un modo di amministrare spregiudicato e insensato. In poco tempo il sindaco e la sua giunta hanno pensato di disfarsi delle proprietà comunali non per fare investimenti per il futuro, ma per pagare i debiti contratti per una spesa senza controllo. Un buon padre di famiglia di solito vende una proprietà per comprare un’ altra migliore da lasciare ai figli e non per pagare i debiti dovuti ad una vita gaudente. Il Comune di Trivento venderà quel poco che ancora aveva per poter rattoppare il conto consuntivo 2006 chiuso con un disavanzo di un milione e duecentomila euro, per far fronte ai debiti fuori bilancio. I gioielli di famiglia che il sindaco porterà al monte dei pegni sono i seguenti: 1) l’edificio scolastico di contrada Penna con il terreno circostante per un valore presunto di euro 485.000,00; 2) l’edificio scolastica di contrada Vivara per un importo presunto di euro 40.000,00; 3) l’edificio scolastico di contrada Montelungo, attualmente dato in comodato alla parrocchia Santa Croce per un importo presunto di euro 21.000,00; 4) capannone rifugio per animali in contrada Pontoni per un importo presunto di euro 113.000,00; 5) suolo edificatorio di mq 132 sito in via Iconicella per un importo presunto di euro 66.000,00; 6) suolo edificatorio di mq 63 sito in via Iconicella per un importo presunto di euro 31.500,00; 7) suolo edificatorio di mq 115 sito in via Colle San Giovanni per un importo presunto di euro 46.000,00. Per i suoli edificatori la vendita ci potrebbe anche stare, pur ingoiando il boccone amaro che la somma ricavata non verrà utilizzata per gli investimenti, ma per il pagamento dei debiti. Al contrario la vendita degli immobili è del tutto inopportuna e fuori luogo, in quanto tali edifici potrebbero essere utilizzati e sfruttati per gli scopi e gli interessi dei residenti delle contrade anzidette e per l’intera collettività triventina. Nel passato l’edificio scolastico di Penna è stato centro di raccolta degli scaut e per il futuro potrebbe ancora esserlo o addirittura potrebbe essere trasformato in una casa di riposo per anziani. I fabbricati di Vivara e Montelungo costituiti da bilocali potrebbero essere utilizzati dai giovani del posto come luogo di incontro e di svago. Ed infatti in più circostanze i residenti del luogo si sono riuniti per discutere i loro problemi. Vendere gli immobili in questione ai privati, significa perdere qualsiasi controllo sull’uso di essi e magari potrebbero avere trasformazioni d’uso più impensate. Perciò ritengo che prima di procedere a qualsiasi forma di vendita sarà opportuno dialogare con la gente e sentire il loro parere perché gli immobili costruiti nel tempo appartengono a tutti e non possono essere esposti a bizzarrie e ai capricci degli amministratori di turno, che non sapendo come curare il male propinano veleno. Come consigliere di opposizione penso sia mio compito informare gli elettori su quanto sta accadendo, perché far trovare la gente di fronte ai fatti compiuti non è corretto. La centrale termica ci insegna. Se non si vuole la vendita degli edifici i cittadini facciano sentire la loro voce, perché democrazia non significa solo votare, ma soprattutto partecipare esprimendo le proprie opinioni.